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sabato 25 maggio 2013


Mahmoud Mohammed Zayed, 25 anni, e suo fratello Khaled, 24 anni, sono due giovani pescatori di Gaza.  Verso le  21:00 di domenica 19 Maggio 2013, stavano pescando sulla loro piccola imbarcazione a remi nelle acque a nord di Gaza, di fronte la spiaggia di Beit Lahiya. Le forze navali israeliane, dopo aver attaccato i pescatori con colpi di arma da fuoco, li hanno arrestati e portati nel porto di Ashdod in Israele. I soldati israeliani hanno confiscato la loro barca e le reti ed hanno rilasciato i due pescatori la mattina del giorno successivo, lunedi 20 maggio.

Abbiamo incontrato Mahmoud e suo fratello Khaled nell' ufficio dell' Uawc (Union of Agricultural WorkCommittes), che si occupa di supportare con progetti ed iniziative contadini e pescatori in Gaza e nei Territori Occupati.
Il viso di Mahmoud mi era familiare. 
Mentre cercavo di ricordare dove ci eravamo incontrati, lui mi ha detto che mi aveva vista nella scuola dell' Unrwa durante l'offensiva militare di novembre 2012, quando l'aviazione militare israeliana ha lanciato migliaia di volantini attraverso cui intimava la popolazione a lasciare le proprie case e centinaia di famiglie residenti nel nord della Striscia di Gaza sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni e a rifugiarsi nelle scuole dell' Unrwa in Gaza city. Raccolti a terra su materassi e coperte, si era uniti nella paura. La casa di Mahmoud  poi e' stata danneggiata dai bombardamenti.
Eppure ricordavo di aver visto Mahmoud anche in un'altra occasione. Ecco, lo scorso febbraio 2012, avevo incontrato un altro membro della sua famiglia, Ahmed Zayed, anche lui arrestato dalla marina militare israeliana mentre pescava nelle acque a nord di Gaza. 
E quando penso ai pescatori di Beit Lahiya, non posso non ricordare il volto di Fahmy Abu Ryash, pescatore di 23 anni ucciso il 28 settembre da un soldato israeliano mentre pescava sulla spiagga. Ucciso da proiettili ad espansione che gli hanno distrutto gli organi interni. Ho chiesto a Mahomud se l'avesse conosciuto. Mahmoud mi ha detto che tante volte avevano pescato insieme. 

E cosi' qui si mischiano ricordi, esperienze comuni, che ci uniscono in un sentimento profondo di legame fraterno. 

Penso allora alla vita di queste persone, scandita da lutti, da ferite, dalla resistenza quotidiana, dalla ricerca della libertà, dalla lotta per il diritto alla vita.

Mahmoud così ha iniziato a raccontarci ciò che è successo domenica: «Siamo andati a pescare verso le 17.30, con la nostra piccola barca a remi. Eravamo a circa mezzo miglio di distanza dalla spiaggia di Beit Lahiya, insieme ad altre imbarcazioni. Verso le 21.00 due motoscafi hanno iniziato ad attaccare noi e gli altri pescatori con colpi di arma da fuoco. L'attacco è durato quasi un'ora. Successivamente i soldati si sono avvicinati alla nostra barca, hanno iniziato a girare attorno a noi per creare delle onde e ci hanno gridato di fermare la barca. Abbiamo risposto che saremmo tornati a casa. C'erano 5 soldati su ogni motoscafo. 
Siamo caduti in acqua, poi siamo risaliti a bordo. Khaled si è sentito male. Poi due soldati ci hanno arrestati».
Mahmoud ci ha spiegato che di solito ai pescatori viene chiesto di spogliarsi, di tuffarsi in acqua e di raggiungere a nuoto la nave israeliana. Questa volta invece i due pescatori sono stati arrestati direttamente dalla loro barca. 
Una volta saliti a bordo della nave israeliana, i due pescatori sono stati bendati, ammanettati, spogliati e sono stati dati loro una maglia gialla ed un pantalone blu. 
"La cosa strana - ci ha raccontato Mahmoud - è che i soldati mi hanno chiesto perchè mio fratello Khaled fosse con me sulla barca. Khaled di solito pesca su un'altra barca a motore. Ma quando ha finito il suo lavoro è venuto con me per aiutarmi». Le domande dei soldati fanno capire quanto questi tengano sotto controllo la gente di Gaza e con quali scuse arrestino i pescatori. I soldati hanno poi chiesto loro il nome, la carta d'identità, il numero dell barca. I due pescatori sono stati poi portati al porto di Ashdod in Israele. Qui i due pescatori sono stati portati all' interno di una stanza dove è stato chiesto loro nome ed identità ed il numero di telefono. Un dottore ha controllato il loro stato di salute e  visitato Khaled che era malato ed a cui e' stata fatta una iniezione. «Ho chiesto loro di togliere le manette perche' mi facevano male - ci ha raccontato Mahmoud - ma hanno rifiutato» .  I due hanno poi trascorso la notte in prigione, ammanettati. Il mattino seguente,  ai due pescatori, in manette, e' stato posto il proprio nome sulla maglietta e sono stati fotografati. Successivamente Mahmoud e' stato interrogato. I soldati gli hanno mostrato una mappa di Gaza, e gli hanno chiesto informazioni indicando alcuni punti sulla mappa, in particolare sull'area di Soudania, poi gli hanno chiesto da quale punto di Gaza salpa in mare, successivamente i soldati gli hanno mostrato una stazione di polizia ed una pompa idraulica. Mahmoud ha chiesto della sua barca, ma i soldati gli hanno detto che per riavere la sua barca deve rivolgersi ad un avvocato. I soldati sanno benissimo che i pescatori non hanno i soldi per poter permettersi un avvocato e neanche le spese per affrontare un processo. Dopo l'interrogatorio, che e' durato 30-40 minuti, Mahmoud e' stato bendato di nuovo. Dopo circa 15 minuti, i soldati hanno ammanettato anche le gambe dei pescatori, li hanno portati in una automobile della polizia e li hanno trasportati ad Erez, dove i due pescatori sono stati rilasciati senza soldi. I pescatori avevano 100 skhekels, soldi che avevano guadagnato con a la vendita del pesce il giorno precedente.

Abbiamo chiesto ai due pescatori cosa pensassero del nuovo limite di 6 miglia nautiche imposto da Israele. Ci hanno spiegato che è un buon passo, ma che a livello economico non c'è nessun cambiamento, fatta eccezione per il periodo della pesca delle sardine. Sulle 8 miglia infatti c'è una barriera rocciosa che impedisce l'ingresso ai pesci più grandi, per cui i pescatori dovrebbero pescare oltre le 8 miglia nautiche dalla costa. 

I soldati israeliani hanno confiscato la barca dei due pescatori ed anche le reti, che erano nuove. 
"Questa barca era la principale fonte di guadagno per noi", ci ha detto Mahmoud.
Entrambi sono spostati ed hanno entrambi un figlio. Vivono insieme ai loro genitori ed al resto della famiglia, che conta in tutto 13 membri. Tutta la loro famiglia dipende dall'attivita' della pesca. Ora solo suo padre e suo fratello possono pescare con un'altra barca.
Abbiamo chiesto a Mahmoud se vuole lasciare un messaggio ai nostri paesi. "Vorremmo di nuovo la nostra barca. Vorremmo che la marina militare israeliana cessi gli attacchi. Chiediamo alle persone dei vistri paesi di forzare il governo israeliano ad aprire il mare, a lasciarci pescare".

Bisogna notare che l'attacco è avvenuto entro le 3 miglia nautiche dalla costa.

Israele ha progressivamente imposto restrizioni ai pescatori palestinesi sull'accesso al mare. Le 20 miglia nautiche stabilite sotto gli accordi di Jericho nel 1994 tra Israele e l'Organizzazione di Liberazione della Palestina  (OLP), sono state ridotte a 12 miglia sotto l'Accordo Bertini nel 2002. Nel 2006, l'area acconsentita alla pesca è stata ridotta a 6 miglia nautiche dalla costa. A seguito della offensiva militare israeliana "Piombo Fuso" (2008-2009) Israele ha imposto un limite di 3 miglia nautiche dalla costa, impedendo ai palestinesi l'accesso all' 85% delle acque a cui hanno diritto secondo gli accordi di Jericho del 1994.
Gli accordi raggiunti tra Israele e la resistenza palestinese dopo l'offensiva militare israeliana di novembre 2012, "Pilastro di Difesa", hanno acconsentio ai pescatori di Gaza di raggiugere nuovamente le 6 miglia nautiche dalla costa. Nonostante questi accordi, la marina militare israeliana non ha cessato gli attacchi contro i pescatori di Gaza, anche all'interno di questo limite. A Marzo 2013, Israele ha imposto nuovamente un limite di 3 miglia nautiche dalla costa, affermando che tale decisione era stata presa a seguito dell'invio di alcuni razzi palestinesi verso il sul di Israele. Mercoledi' 22 maggio, le autorità militari israeliane hanno diffuso attraverso alcuni media la decisione di estendere nuovamente il limite a 6 miglia nautiche dalla costa. 


Ci uniamo all'appello dei pescatori e  chiediamo ai nostri governi di pressare Israele affinché smetta di attaccare ed arrestare i pescatori palestinesi e perché consenta loro di pescare liberamente.





sabato 11 maggio 2013

Il 1 maggio in molti paesi si celebra la festa dei lavoratori. Anche Gaza ha celebrato la festa dei lavoratori in una manifestazione in centro città.
Eppure, non è festa per i pescatori palestinesi.

Nelle prime ore del mattino del 1 maggio 2013, un pescatore palestinese è rimasto gravemente ferito quando navi militari israeliane a largo delle coste di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro pescherecci palestinesi che si trovavano all'interno delle 3 miglia nautiche dalla costa.
Durante l'attacco, un pezzo del motore che serve a tirare su le reti e' caduto violentemente  sulla testa di Adel Al Karim Baker, 51 anni, di Gaza City, che e' rimasto gravemente ferito.

Adel Baker è stato trasportato al Najjar hospital e successivamente all' European hospital in Khan Younis. Ci siamo diretti in ospedale per accertarci delle sue condizioni.
Adel si trova nel reparto di Terapia Intensiva. Un documento ospedaliero all'interno della sua stanza riporta "orario di ammissione 5.00 am".
Abbiamo parlato con il Dottor Yasser AlKhaldi, capo del reparto di Terapia Intensiva dell'European hospital. Il dottor AlKhadi ci ha detto che Adel ha subito un grave trauma cranico e che era arrivato in ospedale privo di sensi.
Il dottore ha aggiunto che Adel è stato sottoposto ad intervento chirurgico per alleviare la pressione dei frammenti delle ossa nel cranio e che si trovava ora sotto ventilazione artificiale.
Adel ha subito una frattura cranica depressa (la frattura depressa  del cranio è una rottura di un osso del cranio con la depressione dell’osso verso il cervello).
Il dottor AlKhaldi ha aggiunto che c'è stato un miglioramento delle condizioni di Adel e che hanno iniziato a ridurre i sedativi.

Durante la visita abbiamo incontrato Aatef Baker fratello di Adel. "Adel era su un peschereccio  insieme ad undici pescatori. Mentre stava pescando, la marina militare israeliana ha aperto il fuoco, un proiettile ha colpito un oggetto sulla barca, che è caduto sulla sua testa, causandogli il trauma. Erano al confine con l'Egitto, a 2 miglia dalla costa.", ci ha detto Aatef.
Abbiamo lasciato l'ospedale ed abbiamo preso i contatti del dottor AlKhaldi e della famiglia di Adel per poter essere aggiornati sulle sue condizioni.
Avvertivo un senso di impotenza e di angoscia, ma allo stesso tempo speravo con tutte le mie forze che Adel fosse abbastanza forte da sopravvivere, che fosse abbastanza forte anche questa volta.

Il giorno successivo siamo andati a visitare la famiglia di Adel nel campo rifugiati di Shati, in Gaza city.
Adel ha 7 figlie e 2 figli, di cui uno è pescatore. Un cugino di Adel, Mostafa Baker, ci ha detto che forse in seguito potrebbero valutare la possibilità di trasferirlo in un altro ospedale.
L'abitazione era piena di donne e di bambini che ci circondavano e di tanto in tanto fissavano i loro occhi su di noi.
"Tutta la famiglia e' riunita qui perche' stiamo aspettando notizie. Il fratello di Adel sta per tornare dall'ospedale", ci ha detto Mostafa.
"Gli attacchi e gli arresti colpiscono la nostra vita. Niente pesce niente soldi", ha esclamato una donna della famiglia, Um Eid Baker, che ha infine aggiunto "ricordiamo di quando i nostri padri potevano raggiungere le 12 miglia dalla costa."
Adel Baker lavorava da 30 anni come pescatore, ed era l'unica persona della famiglia ad avere un lavoro, la sua famiglia non ha altre fonti di guadagno.
"Questa è la stagione migliore per i pescatori - afferma Mostafa - è la grande stagione delle sardine". I familiari poi hanno specificato che i pescatori, a causa del limite delle 3 miglia nautiche dalla costa, sono costretti ad arrivare fino a Rafah per poter pescare, ed addirittura entrare in acque egiziane, uno spostamento che comporta grandi spese soprattutto per il carburante.
Durante la nostra conversazione, Aatef, il fratello di Adel, è tornato dall'ospedale portando con sé il report ospedaliero.
Sul report ospedaliero è specificato che Adel Baker e' stato trasferito dall'ospedale Al Najjar all' ospedale European, e che ha subito una ferita alla testa e danneggiamento al cervello. E' indicata la necessità di intervento chirurgico e trattamento. Inoltre, il report specifica: "Al Aqsa conditions", espressione con la quale si usa definire un ferito o una vittima di aggressioni israeliane.

Successivamente abbiamo incontrato Sobeh El-Hessi, pescatore che era a bordo del peschereccio insieme ad Adel Baker, nonché gestore del peschereccio.
"Stavamo pescando al confine tra le acque egiziane e le acque palestinesi. Alle 2 del mattino la marina militare israeliana ha iniziato a sparare, eravamo a circa 2 miglia nautiche dalla costa", ha iniziato a raccontare Sobeh. "Abbiamo cercato di nasconderci dai proiettili. Poi quando i soldati hanno smesso di sparare, abbiamo visto il corpo di Adel Baker disteso sul pavimento ed abbiamo pensato che un proiettile l'avesso colpito alla testa. Poi abbiamo capito che non era stato un proiettile, ma un oggetto pesante che fa parte del motore, Adel aveva una grande ferita alla testa. Ho chiamato l' Unione dei pescatori per comunicare che c'era un ferito e per chiedere un'ambulanza. Un hasaka ha portato Adel alla spiaggia e l'ambulanza era pronta per portarlo in ospedale, erano circa le 3 del mattino", ci ha raccontato Sobeh.
I pescatori erano entrati in acque egiziane e stavano rientrando in acque palestinesi quando è avvenuto l'attacco.
Il giorno successivo i pescatori non sono andati a pescare.
Sobeh ci ha raccontato con preoccupazione anche dei recenti attacchi israeliani con cannonate d'acqua. Gli attacchi stanno avvenendo infatti anche a 10 metri di distanza tra i pescherecci e le navi militari israeliane.
Poco più di un anno fa un pescatore è stato ucciso da un corto circuito a seguito di un attacco israeliano con cannonate di acqua. 
L' esercito israliano lancia acqua direttamente sul generatore di corrente, spara alle reti, al motore, causando così incidenti. Alto diventa allora il pericolo di shock elettrico o incidenti come quello di Adel.
"I pescatori possono vedere il pesce oltre le tre miglia, ma non possono attraversarle", afferma poi Sobeh parlando delle condizioni di vita dei pescatori di Gaza.
"Quando i soldati israeliani sparano dobbiamo scappare, non possiamo sostenere le nostre famiglie. Questi ultimi giorni sono stati duri. Prima della guerra gli attacchi israeliani avvenivano ad una maggior distanza,  ma dopo la guerra la marina militare ha iniziato ad avvicinarsi molto ed i soldati sparano più del solito", conclude Sobeh.
Gli occhi di Sobeh el Hessi sono tristi, spaventati, ma anche arrabbiati per quanto avvenuto a Adel.
A Gaza, andare a pescare ormai significa andare ad affrontare un esercito.

Come riportato costantemente dal Palestinian Center for Human Rights, gli attacchi israeliani contro i pescatori palestinesi costituiscono una violazione del diritto umanitario internazionale, soprattutto del diritto alla sicurezza della propria persona, in accordo con l' Articolo 3 della Dichiarazione
Internazionale dei Diritti Umani, del diritto al lavoro ed alla sussistenza, del diritto ad una vita dignotosa.
Gli attacchi indiscriminati contro la popolazione civile costituiscono crimini di guerra.

Israele ha progressivamente imposto restrizioni ai pescatori palestinesi sull'accesso al mare. Le 20 miglia nautiche stabilite sotto gli accordi di Jericho nel 1994 tra Israele e l'Organizzazione di Liberazione della Palestina  (OLP), sono state ridotte a 12 miglia sotto l'Accordo Bertini nel 2002. Nel 2006, l'area acconsentita alla pesca è stata ridotta a 6 miglia nautiche dalla costa. A seguito della offensiva militare israeliana "Piombo Fuso" (2008-2009) Israele ha imposto un limite di 3 miglia nautiche dalla costa, impedendo ai palestinesi l'accesso all' 85% delle acque a cui hanno diritto secondo gli accordi di Jericho del 1994.
Gli accordi raggiunti tra Israele e la resistenza palestinese dopo l'offensiva militare israeliana di novembre 2012, "Pilastro di Difesa", hanno acconsentio ai pescatori di Gaza di raggiugere nuovamente le 6 miglia nautiche dalla costa. Nonostante questi accordi, la marina militare israeliana non ha cessato gli attacchi contro i pescatori di Gaza, anche all'interno di questo limite. A Marzo 2013, Israele ha imposto nuovamente un limite di 3 miglia nautiche dalla costa, affermando che tale decisione era stata presa a seguito dell'invio di alcuni razzi palestinesi verso il sul di Israele.

A Gaza si contano attualmente circa 4.000 pescatori regolarmente registrati, mentre nel 2000 se ne contavano circa 10.000. In una decina di anni, il numero di pescatori si è progressivamente ridotto, da quando Israele ha iniziato ad imporre restrizioni sull'accesso al mare e ad usare violenza per rafforzare queste restrizioni. Tali restrizioni, i continui arresti ed attacchi, costringono i pescatori ad abbandonare il loro lavoro e negano loro l'unica fonte di sussistenza per le loro famiglie. Moltissimi pescatori, con coraggio e determinazione, continuano a richiare la vita per poter sostenere le proprie famiglie. 

Al momento in cui scrivo, le condizioni di Adel Baker sono leggermente migliorate, ma si trova tuttora privo di sensi nel reparto di Terapia Intensiva.
Mentre Adel Baker lotta in ospedale, molti pescatori si trovano in mare affrontando il pericolo di nuovi attacchi. 
Mentre la comunità internazionale rimane in orrendo silenzio, i nostri pensieri ed il nostro cuore sono al fianco di questi uomini coraggiosi.

Forza Adel.



Adel Al Karim Baker, 51 anni, nel reparto di Terapia Intensiva dell'European hospital


il report ospedaliero



alcuni dei bambini della famiglia Baker


 Sobeh El-Hessi, pescatore che era a bordo del peschereccio insieme a Adel Baker


sabato 27 aprile 2013


Jamil Wael Risha, 17 anni, giovane palestinese di Gaza city, e' stato ferito nel pomeriggio di ieri dall'esercito israeliano al confine di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza. 

Questa mattina ci siamo diretti al Kamal Odwan hospital per accertarci delle sue condizioni. 
Il Dr. Muin Almasri, direttore del reparto relazioni pubbliche dell'ospedale, ci ha comunicato che il giovane Jamil era stato trasferito durante la notte allo Shifa hospital in Gaza city. "Sospettavamo la necessità di chirurgia vascolare", ci ha detto il Dr. Almasri.

Ci siamo diretti cosi' allo Shifa hospital in Gaza city. 
Li' abbiamo incontrato il giovane Jamil ricoverato nel reparto di ortopedia. Accanto a lui, uno dei suoi fratelli e suo padre Wael.

Jamil ci ha raccontato che usualmente il venerdi' si recava con i suoi amici nel cimitero che si trova ad est di Jabalia, vicino la barriera che separa Gaza dai territori israeliani occupati nel 1948.
Ieri si erano diretti al cimitero dopo la preghiera del venerdi', verso le 15.00.
Improvvisamente hanno visto soldati israeliani  uscire da due jeeps. Quattro soldati, ci ha detto Jamil. Cosi' i ragazzi , all'altezza della barriera di separazione, hanno iniziato a lanciare pietre contro i soldati. I soldati israeliani hanno iniziato a sparare pesantemente contro i giovani palestinesi.
Jamil ha colpito un soldato con una pietra, ma il soldato ha risposto sparando e l'ha ferito alla gamba sinistra. Erano circa le 17.00. E' stato trasportato in macchina al Kamal Odwan hospital. 
Un infermiere ci ha detto che potrà lasciare l'ospedale in una settimana.

Ho chiesto a Jamil se sentisse paura quando si reca lungo il confine, se fosse consapevole di rischiare la vita.
Jamil mi ha detto: "Io non ho paura".
La sua famiglia e' composta da 9 persone. Jamil lavora ogni tanto per supportare la sua famiglia. 

Un infermiere ci ha mostrato la radiografia alla gamba sinistra di Jamil.
La radiografia mostra frattura e presenza di frammenti di esplosivo all'interno della gamba. Tutto il muscolo e' stato danneggiato.

Il proiettile usato dai soldati israeliani e' un proiettile dum-dum, detto anche proiettile ad espansione, vietato dalla legge internazionale.
I proettili dum-dum, o ad espansione, si espandono all'interno del corpo, causano fratture ed enormi danni agli organi interni, provocando emorragie e portando in molti casi alla morte.
Nonostante il divieto internazionale sull'uso di questi proiettili, l'esercito israeliano continua ad utilizzarli.

Gli accordi per il cessate il fuoco, iniziato la sera del 21 novembre, dopo l'offensiva militare "Pilastro di Difesa", imponevano all'esercito israeliano di smettere di sparare sui civili lungo il confine, e di consentire ai contadini di Gaza di accedere ai loro terreni agricoli liberamente, annullando cosi' la "buffer zone" di 300 metri, imposta illegalmente dall'esercito israeliano. Gli accordi inoltre acconsentivano ai pescatori di Gaza di raggiungere 6 miglia nautiche dalla costa. Questi accordi non sono mai stati rispettati dall'esercito israeliano, che ha continuato a sparare contro contadini e civili nelle terre lungo il confine e ad attaccare pescatori anche all'interno delle 6 miglia nautiche dalla costa. Durante la recente visita di Obama nel mese di marzo, un grupoo armato palestinese ha lanciato alcuni missili verso il sud di Israele, missili che non hanno provocato alcun danno, ma le autorità israeliane hanno deciso di annullare tutti gli accordi con cui si era giunti al cessate il fuoco.
Poco cambia per i civili palestinesi, dato che, nonostante gli accordi, sono stati costantemente vittime di aggressioni israeliane. Dall'inizio del cessate il fuoco, infatti, si contano piu' di 90 civili palestinesi feriti, e 4 giovani civili uccisi. 

Jamil, come tanti ragazzi della sua età, lanciava pietre verso i soldati. Un modo per protestare contro un'occupazione illegale, contro un assedio che riduce Gaza ad una prigione. 
Jamil lanciava pietre al di la' delle mura di questa prigione.
I soldati però non badano all'età di questi ragazzini, non esitano a sparare, seppur usano proiettili letali vietati dalla convenzione internazionale.

I nostri governi e la comunità internazionale non dovrebbero rimanere indifferenti davanti all'uso di proiettili illegali, né davanti a crimini che si perseguono ormai da anni contro la popolazione civile palestinese.
La comunità internazionale dovrebbe intervenire facendo pressione sul governo israeliano affinche' cessi queste pratiche. Uno dei mezzi che attualemente i nostri governi hanno a disposizione sono le sanzioni ed il boicottaggio, la rottura dei rapporti economici. 
Solo cosi' si puo' sperare in un cambiamento.

Non agire significa essere complici. 


Speriamo Jamil guarisca presto senza complicazioni. A lui ed alla sua famiglia, la nostra solidarietà ed il nostro affetto. 



Jamil Wael Risha, 17 anni




La radiografia alla gamba sinistra di Jamil, che evidenziano frattura e presenza di frammenti





martedì 16 aprile 2013



Gaza, 16 aprile 2013 - Nel porto di Gaza city ieri mattina palestinesi ed attivisti internazionali hanno ricordato Vittorio Arrigoni, l'attivista per i diritti umani membro dell'International Solidarity Movement, a due anni di distanza dalla sua uccisione.

L'evento, organizzato dalla Union of Agricultural Work Committees in collaborazione con diversi attivisti internazionali e palestinesi, ha avuto inizio alle 11 del mattino. Seduti a terra, attivisti internazionali hanno esposto cartelli che in diversi lingue esprimevano messaggi in ricordo di Vittorio. "Vittorio est vivant. Nous continuons son combat", diceva il cartello di Sarah in francese, "Vittorio è vivo e lotta insieme a noi", il cartello in italiano.

Intorno agli attivisti, una folla di palestinesi, per lo piu' pescatori, che, insieme agli internazionali, hanno iniziato a cantare "Unadikum", canzone molto amata da Vittorio Arrigoni, canzone con cui si è aperta in maniera commovente l'iniziativa.

Successivamente si è tenuta una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di diversi esponenti dell'associzionismo palestinese. Si sono susseguiti gli interventi di Adie Mormech, attivista inglese, Saad Zyaad, della Union of Agricultural Work Committees, Zacaria Abu Aahd, pescatore e volontario della Union of Agricultural Work Committees, Navil, cantante spagnolo di origine palestinese, giunto a Gaza in occasione delle iniziative in ricordo di Vittorio, e che si esibirà oggi nel campo rifugiati di Al Bureij, e di Khalil Shaheen, del Palestinian Center for Human Rights. 

Durante la commemorazione molti palestinesi hanno esposto immagini di diversi martiri e vittime delle aggressioni israeliane, in particolare di pescatori uccisi dalla Marina militare israeliana. 

Il nostro sguardo non ha potuto non fermarsi sulla fotografia di Mohammed Mansour Baker, pescatore palestinese di 20 anni ucciso il 24 settembre 2010 da un proiettile dell'esercito della Marina militare israeliana mentre stava pescando a 2 miglia nautiche dalla costa di Sudaniya. Avevamo conosciuto la sua famiglia nel gennaio 2011, quando quattro suoi parenti erano stati arrestati in mare dalla Marina militare israeliana. La famiglia Baker, numerosissima, e' una delle famiglie di pescatori più povere della Striscia di Gaza, ed inspiegabilmente fra le più colpite dagli attacchi israeliani in mare. Vittorio Arrigoni era stato molto vicino alla famiglia di Mohammed Mansour Baker a quel tempo, e per questo, lo ricordano con molto affetto.

Dopo la conferenza i pescatori sono usciti in mare sulle loro piccole barche, le "hasaka", iniziando una marcia in omaggio a Vittorio. Non vi sarebbe stato di certo un posto migliore per ricordare Vik, il porto di Gaza, e non avrebbe potuto esserci un modo migliore per ricordarlo, ricordando insieme a lui i pescatori vittime delle aggressioni militari. 

Vittorio infatti usava accompagnare i pescatori sulle loro imbarcazioni e pescherecci, insieme agli altri attivisti internazionali, perché la presenza internazionale potesse fare da deterrente contro gli attacchi israeliani sui pescatori. 

Attacchi che purtroppo continuano ad avvenire tuttora nonostante gli accordi per il cessate il fuoco raggiunti dopo l'offensiva militare israeliana "Pilastro di Difesa" del Novembre 2012, accordi secondo cui ai pescatori di Gaza avrebbe dovuto essere acconsentito di raggiungere le 6 miglia nautiche dalla costa. Durante gli attacchi, ai pescatori viene impedito di pescare anche all'interno di 3 miglia nautiche dalla costa, e spesso vengono arrestati, feriti, e le loro barche confiscate.

L'ultimo pescatore rimasto vittima delle aggressioni militari israeliane si chiama Fahmy Abu Ryash, aveva 23 anni ed è stato ucciso sulla spiaggia di Beit Lahiya il 28 settembre 2012, a due anni di distanza dalla morte di Mohammed Mansour Baker. Andare a pescare a Gaza significa andare ad affrontare un esercito. Eppure, molti pescatori non demordono e con grande dignità continuano ad andare in mare cercando di guadagnare per poter sostenere le proprie famiglie. 

Se nella parte interna di Gaza la situazione appare in questi giorni più tranquilla, nonostante il passaggio di aerei militari, in mare e nelle aree al confine con Israele i civili continuano ad essere vittime di attacchi israeliani. Situazione che diventa particolarmente pesante in questo periodo, in quanto i contadini devono raccogliere il grano in molte aree lungo il confine con Israele. 

Vittorio era molto vicino alle famiglie di pescatori, di contadini, alle famiglie che maggiormente soffrono dell'assedio sulla Striscia di Gaza, Vittorio per questo è amato e ricordato. Basta scambiare alcune parole con queste famiglie per rendersi conto che qui a Gaza Vittorio sarà ricordato per sempre. 












sabato 2 febbraio 2013


Gli accordi per il cessate il fuoco del 21 novembre 2012 hanno stabilito che le forze militari israeliane devono "astenersi dal colpire i residenti nelle aree lungo il confine" e "cessare le ostilità nella Striscia di Gaza, via terra, via mare e via aria, compreso le incursioni e le uccisioni mirate." 

Tuttavia attacchi militari israeliani via terra e via mare si sono susseguiti a partire dal giorno successivo al cessate il fuoco, ed aerei militari israeliani hanno sorvolato costantemente il cielo della Striscia di Gaza.

Nella settimana compresa fra il 22 ed il 29 novembre, un giovane palestinese è stato ucciso e 42 civili, compresi 7 bambini, sono rimasti feriti nelle aree lungo il confine con Israele, e la marina militare israeliana ha continuato ad attaccare pescatori palestinesi nelle acque di Gaza.


Il 22 novembre 2012, giorno successivo al cessate il fuoco, verso le 15:30, decine di civili palestinesi  accanto alla barriera di separazione ad est di  al-Faraheen in Abassan, est di Khan Yunis, sventolavano bandiere lungo il confine. Forze israeliane hanno iniziato a sparare. Nove palestinesi sono rimasti feriti e trasportati all' European Gaza Hospital in Khan Yunis, con ferite moderate.
Lo stesso giorno, decine di civili palestinesi avevano raggiunto la zona al confine ad east del villaggio di  al-Shouka, ad est di Rafah. Stavano cantando slogan in sostegno della resistenza palestinese. I soldati israeliani hanno aperto il fuoco. 2 civili palestinesi sono rimasti feriti e ricoverati all' Abu Yusef al-Najjar Hospital in Rafah con ferite moderate.


Il 23 novembre 2012, le forze israeliane hanno ucciso un civile palestinese e ferito altre 18 persone, compreso 3 bambini, vicino il confine ad est di Khan Younis.

Verso le 07:30,decine di palestinesi si trovavano vicino la barriera di separazione ad est di Khan Younis, in  Abassan and Khuza'a. I soldati israliani hanno sparato ed ucciso Anwar Abdul Hadi Msallam Qudeih, 20 anni, colpito al volto e morto immediatemente.  I 18 feriti hanno riportato ferite moderate e minori.


Il 25 novembre 2012, un bambino palestinese è rimasto ferito quando forze israeliane hanno aperto il fuoco ad est di Khan Younis su un gruppo di bambini che si erano avvicinati alla barriera di separazione con Israele, ad est del villaggio di  Abassan, ad est di Khan Younis. Il bambino si chiama Mohammed Nabil Ahmed Abu Eyadah, 14 anni, rimasto ferito lievemente alla testa.


Il 26 novembre 2012, le forze israeliane posizionate sulla barriera di separazione al confine ad est di Khan Younis hanno aperto il fuoco su un gruppo di ragazzini che si erano avvicinati alla barriera nella stessa area ad est del villaggio di Abassan, un bambino è rimasto ferito.


Inoltre, lo stesso giorno, altri 2 palestinesi sono rimasti feriti quando l'esercito israeliano posizionato ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, ha aperto il fuoco su un gruppo di civili e contadini vicino la barriera al confine ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza. Uno dei feriti è stato ricoverato in condizioni critiche. Il primo civile è stato ferito da un proiettile alla coscia destra e frammenti di proiettile alla spalla destra, ed è stato trasferito al  Kamal Odwan hospital in Beit Lahia, le sue condizioni sono state descritte moderate. Il secondo civile è stato ferito da un proiettile al ginocchio sinistro ed è stato trasferito all'Awda hospital in Tal al-Za'tar, e poi trasferito allo Shifa hospital in Gaza city, dove è stato sottoposto ad operazione chirurgica. Successivamente è stato trasportato ad un ospedale egiziano per ricevere terapia.


Il 27 novembre 2012, un civile palestinese è rimasto ferito quando l'esercito israeliano posizionato sulla barriera di separazione al confine ad est di  Abu Safiya, est di Jabalya, ha sparato proiettili e gas lacrimogeni contro un gruppo di civili e contadini vicino la barriera. Il civile palestinese ha 18 anni ed è stato ferito da un proiettile al ginocchio destro ed è stato trasferito al Kamal Odwan hospital in Beit Lahia. Successivamente è stato trasferito allo Shifa hospital in Gaza city. Le sue condizioni sono state descritte critiche, avendo riportato lacerazione del ginocchio e taglio di alcune arterie.

Lo stesso giorno, un altro civile palestinese è rimasto ferito quando l'esercito posizionato ad est del villaggio di al-Shouka, ad est di Rafah, ha aperto il fuoco a decine di Palestinesi vicini all'area del confine. Il giovane ferito si chiama Abdul Fattah Ashraf Zaqout, 20 anni, colpito con tre proiettili all'addome a al braccio destro. E' stato trasportato all' Abu Yusef al-Najjar Hospital, le sue ferite sono state descritte moderate.


Il 28 novembre 2012, un civile palestinese è rimasto ferito quando forze israeliane posizionate sulla barriera al confine ad est del villaggio di al-Shouka, ad est di Rafah, hanno aperto il fuoco contro decine di palestinesi nella zona. Il civile ferito si chiama Suleiman Saleh al-Najadi, 42 anni, ed è stato colpito da un proiettile alla schiena. E' stato trasportato al Gaza European hospital in Khan Younis con ferite moderate.

Lo stesso giorno, un altro palestinese è rimasto ferito quando forze israeliane sulla barriera di separazione al confine ad est di Beit Hanoun hanno aperto il fuoco contro un gruppo di civili palestinesi e contadini della zona. Il civile palestinese ferito, Hassan Ahmed Naseer, 26 anni, di Beit Hanoun, è stato colpito da un proiettile al ginocchio destro ed è stato trasportato al Kamal Odwan Hospital in Beit Lahia, riportando ferite di livello moderato e critico.

Inoltre, lo stesso giorno, 8 civili, compreso 3 bambini, sono rimasti feriti quando forze israeliane hanno sparato a decine di palestinesi vicini alla barriera di separazione ad est di  dei campi dei rifugiati di al-Bureij e al-Maghazi, nell'area centrale della Striscia di Gaza. Due feriti sono stati trasportati con ferite critiche allo Shifa hospital in Gaza City.

Lo stesso giorno, l'esercito israeliano ha aperto il fuoco su un gruppo di civili e contadini ad est di Beit Hanoun. Mahmoud Sami Na'im, 24 anni, è rimasto ferito da frammenti di proiettile al petto. E' stato trasferito al Beit Hanoun hospital e le sue ferite sono moderate.

Inoltre, navi militari israeliane hanno aperto il fuoco contro imbarcazioni di pescatori palestinesi a nord della Striscia di Gaza, di fronte al-Waha resort. I pescatori sono stati terrorizzati e sono scappati per paura di essere arrestati o feriti.


Nella settimana successiva, fra il 29 novembre e il 5 dicembre, l'esercito israeliano ha ucciso un altro palestinese a sud della Striscia di Gaza e ferito 14 civili, compreso quattro bambini, lungo le aree al confine con Israele.

Inoltre l'esercito israeliano ha continuato ad attaccare pescatori, ed ha arrestato 20 pescatori, compresi 5 minori.

Il 29 novembre 2012, verso le 10:15, navi militari israeliane davanti le coste di Beit Lahia hanno intercettato una barca di pescatori con a bordo 6 pescatori mentre si trovavano a circa 5 miglia dalla costa. La barca appartiene a Fahed Ziyad Baker, 38 anni, di Gaza City. L'esercito israliano ha arrestato i  6 pescatori e li ha interrogati per poi rilasciarli dopo circa 2 ore.  I pescatori sono Fahed Ziyad Baker, 38 anni, Ihab Jawad Baker, 36 anni, Mohammed Ziyad Baker, 32 anni, Na'im Fahed Baker, 16 anni; Ziyad Fahed Baker, 18 anni e Ali Alaa' Baker, 18 anni.

Lo stesso giorno, verso le 10:30, l'esercito israeliano posizionato lungo il confine ad est di Beit Hanoun ha sparato proiettili e gas lacrimogeni contro un gruppo di civili e contadini vicino il confine, mentre stavano si avvicinavano alla barriera di separazione. Waheed Majed Adel al-Fseifis, 17 anni, del campo rifugiati di Jabalya è stato ferito da un proiettile alla gamba sinistra. 

Il 30 novembre 2012, verso le 15:30, le forze israeliane sono entrate ad est della città di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, attraverso il gate di Abu Safiya, ed hanno aperto il fuoco contro un gruppo di civili palestinesi e contadini vicino la barriera al confine. Quattro palestinesi sono rimasti feriti:  Lo'ai Ahmed Kamel Abed Rabbu, 14 anni, di Jabalia, ferito da un proiettile alla gamba destra; Ahmed Anwar al-Zaza, 18 anni, del quartiere di al-Sha'af  in Gaza City, ferito da un proiettile al ginocchio destro; Salman Osama Salman Abu Ajwa, 24 anni, di al-Sheja'iya in Gaza City, ferito da un proiettile alla gamba destra; Ahmed Mesleh Salah, 26 anni, di al-Toffah in Gaza City, ferito da un proiettile alla gamba destra.


Lo stesso giorno, le Forze israeliane hanno ucciso un civile palestinese ad est del villaggio di al-Shouka, ad est di Rafah.  Il civile è stato ucciso quando i soldati israeliani lungo la barriera di separazione al confine ad est di Rafah hanno aperto il fuoco su decine di palestinesi. Il civile era rimasto ferito da un proiettile al bacino ed è stato trasportato all' Abu Yusef al-Najjar hospital.  A causa della gravità delle ferite, è stato poi trasportato all'European hospital in Khan Younis, dove è morto sabato mattina, 1 dicembre 2012.

Contemporaneamente, l'esercito israeliano posizionato sulla barriera al confine ad est di Khan Younis, ha aperto il fuoco su un gruppo di civili lungo il confine. Un giovane, Bassam Mohammed Abu Rjaila, 22 anni, è stato ferito da un proiettile alla gamba.

Verso le 16:10, l'esercito israeliano posizionato lungo la barriera di separazione a nord-est del campo rifugiati di al-Bureij, al centro della Striscia di Gaza, ha aperto il fuoco contro circa 70 civili che stavano protestando vicino la barriera al confine.  4 persone, del campo rifugiati di al-Bureij, sono rimaste ferite e sono state trasportate all' Al-Aqsa Martyrs' Hospital in Deir al-Balah. Le ferite sono state descritte moderate.  I quattro civili feriti sono: Hassan Hammad Ibrahim al-Tebri, 39 anni, ferito da un proiettile alla gamba sinistra; Ahmed Abdul Qader Omar Abu Jalal, 22 anni, ferito da un proiettile alla gamba destra;
Mohammed Ahmed Sulaiman al-Awawda, 27 anni, ferito da un proiettile anna gamba sinistra; Mohammed As'ad Mohammed al-Bardini, 23 anni, ferito da un proiettile alla coscia destra.


Domenica 1 dicembre 2012, verso le 10.00 del mattino, navi militari israeliane hanno aperto il fuoco contro una barca di pescatori a circa 3 miglia dalla costa di Gaza. Le forze israeliane hanno circondato la barca ed arrestato 5 pescatori, compreso due minori, e trasferiti al porto di Ashdod dove sono stati sottoposti ad interrogatorio prima di essere rilasciati. I pescatori sono Ramez Izzat Baker, 41 anni, di Gaza City, suo fratello Rami, 34 anni, e 3 cugini loro cugini,  Bayan Khamis Baker, 17 anni, Mohammed Khaled Baker, 17 anni, Omar Mohammed Baker, 22 anni.

Contemporaneamente, una nave militare israeliana ha attaccato due barche di pescatori appartenenti a Sabri Mohammed Baker, 52 anni, e Eid Mohsen Baker, 23 anni, mentre pescavano a circa 2 miglia dalla costa. L'esercito israeliano ha aperto il fuoco contro le barche, danneggiando il motore della barca di Eid Baker. I pescatori sono stati arrestati e trasportati al porto di Ashdod dove sono stati sottoposti ad interrogatorio. Otto pescatori sono stati rilasciati ma le due barche sono state confiscate. I pescatori sono Sabri Mahmoud Baker, 52 anni; Aomran Sabri Baker, 21 anni; Abdallah Sabri Baker, 13 anni; Eid Mohsen Baker, 23 anni; Walid Mohsen Baker, 18 anni; Ziad Fahed Baker, 17 anni; Sadam Samir Baker, 26 anni;  Haitham Talal Baker, 26 anni. Emad Mohammed Baker, 33 anni, è stato trattenuto in arresto.

Lo stesso giorno, verso le 14:30, le Forze israeliane posizionate sulla barriera di separazione ad est del gate di Abu Safeya, ad est di Jabalia, hanno aperto il fuoco contro civili palestinesi e contadini che si trovavano vicino la barriera. Un giovane palestinese, Nedal Mohammed Abdallah, 21 anni, di Jabalya, è stato ferito da un proiettile al piede destro.
Due ore dopo, verso le 16:30, l'esercito israeliano ha sparato proiettili e gas lacrimogeni nello stesso posto ad est di Jabalia contro civili palestinesi e contadini. Un giovane di 23 anni, Mahmoud Mohammed al-Adgham, di al-Sheikh Radwan in Gaza City, è stato ferito da un proiettile al piede destro.


Contemporaneamente, verso le 16:30, le Forze israeliane posizionate vicino la barriera di separazione al confine ad est di Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza, hanno sparato proiettili e gas lacrimogeni contro civili palestinesi e contadini. Un civile di 28 anni, Sami Saeed Rabi’a Hamdiya, di Jabalya, è stato ferito da un proiettile al ginocchio destro.


Il 3 dicembre 2012, verso le 11:00, le Forze israeliane posizionate lungo la barriera al confine ad est del campo rifugiati di al-Bureij, al centro della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco su un ragazzino di 16 anni,  Jihad Mesbah Salim al-Sawarka, ferendolo al ginocchio sinistro, mentre si trovava ad una distanza di circa 300 metri dal confine.

Domenica 9 dicembre, verso le 12:00, forze israeliane si sono posizionate alle torri di osservazione sulla barriera di separazione vicino Beit Hanoun, Erez, a nord della Striscia di Gaza, ed hanno aperto il fuoco su un gruppo di lavoratori che stavano raccogliendo pietre e sabbia dalle macerie degli edifici distrutti nell'area industriale di Erez. Abdullah Salim Abu Jari, 23 anni, che vive nel villaggio di Um al-Nasser, è rimasto ferito alla gamba sinistra, mentre si trovava a circa 300 mt dal confine. Un gruppo di lavoratori l'ha trasportato al  Martyr Kamal Odwan hospital in Beit Lahia. Le sue ferite sono moderate. 
Lavoratori palestinesi di solito raccolgono pietre e sabbia dalle macerie degli edifici distrutti per usarle nella costruzione e ricostruzione, soprattutto perché l'ingresso di materiale da costruzione nella Striscia di Gaza è stato ristretto da quando Israele ha imposto l'assedio 6 anni fa.  

Nella settimana tra il 13 ed il 19 dicembre, altri 5 civili palestinesi sono rimasti feriti, 4 di loro nelle aree lungo il confine, mentre altri 5 in mare. 


Il 13 dicembre 2012, verso le 12.30, un ragazzo è stato gravemente ferito quando l'esercito israeliano posizionato al confine ad est di Wadi Gaza (Johr-al Dik)  ha aperto il fuoco verso di lui. Il ragazzo di 19 anni,   'Asef Rasmi Ibrahim al-Khaldi, del campo rifugiati di al-Bureij, stava raccogliendo alluminio e pezzi di metallo dalla discarica, che si trova a circa 150 metri dalla barriera di separazione al confine. Il ragazzo p estato gravemente ferito da un proiettile al braccio destro.



Venerdì 14 dicembre 2012, verso le 14.30-15.00, un giovane di 22 anni, Mohammed Salah Qudaih, si trovava nella terra della sua famiglia in Faraheen, a sud della Striscia di Gaza.

La terra dista circa 200 mt dal confine con Israele. Tre soldati israeliani sono scesi da una jeep, poi uno ha imbracciato l'ama da fuoco ed ha iniziato a sparare. Mohammed è rimasto ferito al braccio destro ed è stato trasportato all'European hospital in Khan Younis, dove ha trascorso la notte ed è stato rilasciato il giorno successivo. 
Il mio report di quell'attacco qui: http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/2012/12/un-altro-giovane-contadino-ferito-nelle.html

Lo stesso giorno, verso le 16.00, ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro un gruppo di contadini che si trovavano a circa 150 metri dalla barriera di separazione del confine. Due giovani son rimasti feriti. Momim Mohammed Nawwarah, 19 anni, del campo rifugiati di Jabalia, è stato ferito da un proiettile alla gamba destra. E'stato trasportato all' Awda hospital e successivamente trasferito allo Shifa hospital in quanto presentava una forte emorragia. 
Il secondo civile è Rami Mohammed Abu Amira, 19 anni, ferito da inalazione di gas lacrimogeno.




Il 15 e 16 dicembre 2012, verso le 06:00, navi militari israeliane davanti alle coste del resort al-Waha, a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro pescatori palestinesi che si trovavano a circa 6 miglia dalla costa. I pescatori, terrorizzati, sono scappati per timore di essere feriti o arrestati.

Lo stesso 16 dicembre, verso le 13:30, l'esercito israeliano lungo il confine ad est di Khan Younis ha aperto il fuoco verso un gruppo di palestinesi che si trovavano nelle loro terre vicino la barriera di separazione. Khaled Sulaiman Abdul Karim Mhanna, 25 anni, è stato gravemente ferito da un proiettile all'addome, mentre lavorava nella sua terra a circa 500 metri di distanza dalla barriera. 


Il 17 dicembre 2012, verso le 06:30, navi israeliane posizionate nella stessa area del giorno precedente, di fronte alle coste del resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro pescatori palestinesi  che si trovavano a 6 miglia dalla costa. I pescatori sono scappati.

Lo stesso giorno, verso le 09:30, navi israeliane nelle acque di Gaza hanno aperto il fuoco contro una barca di pescatori appartenente a Mos'ad Abdul Razeq Baker, 38 anni, mentre stava pescando con suo nipote  Mohammed Tareq Abdul Razeq Baker, 20 anni. I pescatori si trovavano a circa 7 miglia nautiche dalla costa Mos'ad è rimasto gravemente ferito da un proiettile alla gamba sinistra ed è stato trasportato al Barzilai Medical Center in Ashkelon, in Israele, mentre suo nipote è stato arrestato ed interrogato. La loro barca, no. 12935 è stata confiscata. 

Verso le 15.30 dello stesso giorno, l'esercito israeliano posizionato lungo il confine ad est del campo rifugiati di al-Bureij, al centro della Striscia di Gaza, ha arrestato 4 minori palestinesi che stavano tentando di attraversare il confine tra Israele e la Striscia di Gaza. I quattro ragazzini sono: Yusef Ali Ibrahim al-Nabahin, 17 anni,  Feras Khalil Ibrahim Weshah, 17 anni, A'ed Nasser Abdullah Abu Zaid, 15 anni, e Sa'eb Tahseen Hassan Faraj, 17 anni, tutti del campo rifugiati di al-Bureij. 


Lo stesso giorno, soldati israeliani hanno aperto il fuoco su decine di contadini palestinesi nelle loro terre in Khan Younis, a sud della Striscia di Gaza. 

Il corrispondente di Press Tv in Gaza,  Ashraf Shannon, ha comunicato che l'esercito ha aperto il fuoco contro i contadini e lo staff televisivo che stava filmando per riportare le continue violazioni israeliane contro i residenti nelle aree al confine. 




Il 18 dicembre 2012, verso le 7.00 del mattino, l'esercito israeliano è entrato all'interno del territorio palestinese avanzando di 100 metri dalla barriera di separazione ed entrando nel villaggio di Khuza'a attraverso il gate Abu Rida, ad est di Khan Younis, a sud della Striscia di Gaza. 
Bulldozer israeliani hanno iniziato a condurre operazioni di livellamento spianando la terra palestinese, e raggiungendo l'area di Faraheen in Abassan.  Verso le 11:00, l'esercito israeliano è rientrato al confine.

Venerdì 21 dicembre, verso le 14.40, Forze israeliane posizionate all'interno delle torri di controllo lungo il confine ad est di Jabalia hanno aperto il fuoco contro un gruppo di civili e di contadini che erano a circa 30 metri dalla barriera di separazione e che stavano protestando contro la decisione israeliana di imporre la "buffer zone" lungo il confine. Due palestinesi sono rimasti feriti, incluso un minore: Mohammed Ahmed Mahmoud ‘Ebeid, 21 anni, ferito da un proiettile che lo ha colpito alle due gambe, e Mazen Jamal Mohammed Mesleh, 17anni, ferito gravemente da un proiettile alle ginocchia.


Lo stesso giorno, verso le 15:50, nel corso di un'altra manifestazione contro la "buffer zone", le Forze israeliane posizionate alle torri di controllo lungo il confine a nord di Beit Lahia,a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro un gruppo di civili e di contadini che si trovavano a circa 150 metri dalla barriera di separazione. Due palestinesi, compreso un minore, sono rimasti feriti: Mohammed Mostafa Mohammed ‘Ashour, 31 anni, del campo rifugiati di  Jabalya, ferito da un proiettile alla gamba destra, e Mohammed Ibrahim Mohammed Salman, 15 anni, di Beit Lahia, ferito da un proiettile alla gamba sinistra.


Domenica 23 dicembre, in serata, 2 ragazzi sono rimasti feriti vicino la barriera di separazione al confine di Bureij camp, e trasportati all'Aqsa Martyrs hospital.

Nella stessa giornata di domenica, due pescatori sono stati arrestati dalla Marina militare israeliana mentre si trovavano a circa 5 miglia nautiche dalla costa. I due pescatori sono Mohammed Ahmed Zidan, 31 anni, e Ahmed Zidan Zidan, 26 anni. La loro barca è stata confiscata. Il mio report e visita ai due pescatori qui:
http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/2012/12/due-pescatori-arrestati-nelle-acque-di.html



Il 27 dicembre 2012, verso le 6.20 del mattino, ed il 28 dicembre, verso le 6.30 del mattino, navi militari israeliane hanno aperto il fuoco contro pescatori palestinesi di fronte al-Waha resort, a nord della Striscia di Gaza. I pescatori, che si trovavano a 6 miglia dalla costa, erano terrorizzati e sono tornati indietro verso la costa per paura di rimanere feriti od essere arrestati 

Il 29 dicembre 2012, verso le 6.45 del mattino, navi militari israeliane hanno nuovamente aperto il fuoco contro pescatori palestinesi di fronte al Waha resort, a nord della Striscia di Gaza, ed i pescatori, a circa 6 miglia dalla costa, sono tornati indietro.

Lo stesso giorno, navi militari israeliane hanno sparato contro l'imbarcazione di Fahed Baker, mentre si trovava a circa 3 miglia e mezzo dalla costa, a nord della Striscia di Gaza.
C'erano altre imbarcazioni attorno, che erano riuscite a scappare al fuoco dei soldati israeliani, ma Fahed Baker, che stava tirando su le reti, era in ritardo. "Altri pescatori sono venuti in mio aiuto e sono riuscito a scappare", ci ha raccontato Fahed. Sulla sua barca si trovava con suo fratello, suo figlio e suo cugino.
La sua imbarcazione è stata crivellata da centinaia di proiettili M-16.
Fahed ha 39 anni, e due dei suoi figli sono malati. Dovrà riparare la sua barca ora. Circa un mese fa i soldati avevano sparato al motore della sua barca. Fahed aveva dovuto comprare quindi un nuovo motore.

Il 31 dicembre 2012, verso le 11:15 del mattino, forze israeliane posizionate lungo il confine a nord della Striscia di Gaza hanno aperto il fuoco contro un gruppo di lavoratori che stavano raccogliendo macerie e legna da ardere. Un ragazzo di 17 anni, Ramzi Mohammed Rajab Ma'rouf, di Beit Lahia, è rimasto ferito da un proiettile alla gamba destra. Ma'rouf si trovava a circa 500 metri dalla barriera di separazione al confine. E' stato trasportato da un trattore all'ambulanza della Palestine Red Crescent Society's (PRCS) che lo ha trasferito al Martyr Kamal Odwan hospital in Beit Lahia. Le sue ferite sono moderate.

Il 3 gennaio 2013, verso le 8.00 del mattino, forze israeliane sono entrate in territorio palestinese di circa 200 metri, entrando nel villaggio Wadi Gaza (Johr al-Deek) muovendosi ad ovest della barriera di separazione. Hanno spianato le terre palestinesi e si sono ritirate 4 ore dopo.


Il 5 gennaio 2013, verso le 10.00 del mattino, forze israeliane posizionate sulla barriera di separazione a nord della discarica a nord di Beit Hanoun, hanno aperto il fuoco contro un camion dei rifiuti che si trovava a circa 150 metri dal confine. L'operaio Awad Abdullah Ali al-Za'anin, 36 anni, di Beit Hanoun, è rimasto ferito dai frammenti di un proiettile al lato destro della testa. Inoltre, il camion ha subito danni.  Al-Za'anin ed il conducente del camion  Mohammed Nasir si sono nascosti ed hanno chiamato l'amministrazione della municipalità che ha inviato sul posto un'ambulanza del Ministero della Salute. L'uomo ferito è stato trasportato al Beit Hanoun Governmental Hospital. Dopo essere stato sottoposto a radiografia, i dottori hanno trovato in superficie frammenti di proiettile al lato destro della testa, ed un frammento in profondità all'interno.


L' 11 gennaio 2013, l'esercito israeliano ha ucciso un palestinese e ferito un altro, al confine ad est di Jabalia.
Il giovane palestinese ucciso aveva 19 anni ed era uno studente universitario di legge, era all'ultimo anno. Il suo nome è Anwar Mohammed Elyan Al-Mamlouk. E' stato ucciso con un proiettile all'addome.
Verso le 16.10, forze israeliane posizionate lungo la barriera di separazione ad est del cimitero di al/Shohada, ad est di Jabalia, hanno aperto il fuoco ed usato gas lacrimogeni contro un gruppo di persone che erano a circa 50 metri dalla barriera
E' stato trasportato da un "toc toc" al Kamal Odwan hospital ma era ormai morto.
Il ragazzo ferito si chiama invece Omar Ismail Wadi, ha 21 anni. E' rimasto ferito da frammenti di proiettile ad entrambe le gambe mentre stava correndo a soccorrere Anwar Al-Mamlouk. Anwar si trovava a circa 10 metri dalla barriera di separazione al confine, mentre Omar era a circa 30 metri.
Spesso di venerdì pomeriggio, giorno di festa, i palestinesi, civili e contadini, si recano nelle terre lungo il confine per passeggiare con le proprie famiglie. Molti giovani usano sostare seduti di fronte la barriera. Guardando alle loro terre occupate. Purtroppo l'esercito israeliano non si fa scrupoli ad aprire il fuoco contro civili.



Il 13 gennaio 2013, verso le 6:30, navi militari israeliane stazionate di fronte alle coste del resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro imbarcazioni dei pescatori per circa 30 minuti. I pescatori spaventati sono scappati per timore di essere arrestati o feriti.


Il 14 gennaio 2013, verso le 07:00, forze israeliane sono entrate di 100 metri all'interno del territorio palestinese muovendosi verso ovest all'interno del villaggio di Khuza'a, a sud della Striscia di Gaza, spianando la terra palestinese fino al pomeriggio, per poi ritornare al confine.

Verso le 14.00 dello stesso giorno, le forze israeliane posizionate nelle torri di controllo hanno aperto il fuoco nelle terre a nord di Beit Lahia,a nord della Striscia di Gaza, su un gruppo di lavoratori e contadini che si trovavano a circa 1 km di distanza dal confine. Un soldato israeliano, appostato in una torre di controllo, ha sparato alla testa un giovane, uccidendolo.
Mostafa Abd Al Hakeem Abu Jarad aveva 21 anni. Il giovane era stato trasportato al Kamal Odwan hospital, poi trasferito allo Shifa hospital in Gaza city. Qui è stato sottoposto ad operazione chirurgica per rimuovere i frammenti di proiettile dalla testa e poi portato nel reparto di Terapia Intensiva. Un dottore nel reparto ci ha detto che il proiettile è entrato ed uscito dalla testa, il cervello ha subito danni e vi è stata emorragia cerebrale. Il giovane Mustafa è morto poco dopo.

Il 16 gennaio 2013, verso le 8:30, forze israeliane posizionate lungo la barriera di separazione al confine con Israele, ad est di Bureij, al centro della Striscia di Gaza, hanno sparato 2 colpi di artiglieria che hanno colpito un'area disabitata ad una distanza di circa 200 metri.

Verso le 11:30 dello stesso giorno, forze israeliane posizionate nelle torri di controllo a nord del villaggio beduino di Um al-Nasser, a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro lavoratori che stavano raccogliendo pietre , ferro e legno, per circa 20 minuti ed ad una distanza di circa 150 metri dal muro di separazione. I lavoratori spaventati sono scappati per timore di essere feriti.

Lo stesso giorno, forze della marina militare israeliana hanno arrestato 3 pescatori palestinesi mentre pescavano nelle acque di Gaza. I tre sono tutti della famiglia Baker. Sono stati arrestati e successivamente rilasciati, e la loro barca confiscata.


Il 17, 18, 19, 20 e 21 gennaio 2013, verso le 6:30-7:00 del mattino, navi militari israeliane posizionate davanti al resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro pescatori palestinesi per circa 15 minuti ed ad una distanza di circa 5 miglia nautiche dalla costa. I pescatori spaventati sono scappati per timore di essere feriti o arrestati.



Il 18 gennaio 2013, verso le 15:40, forze israeliane posizionate lungo la barriera del confine a nord del cimitero Islamic Martyrs, ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, hanno sparato proiettili e gas lacrimogeni contro un gruppo di civili e contadini che si trovavano a circa 100 mt dalla barriera di separazione. Yousif Soliman Hamdan Abu Odah, 21, anni, di Jabalia, e' rimasto ferito  da un colpo di gas lacrimogeno alla testa. E' stato trasportato al  Kamal Odwan hospital in Beit Lahia per ricevere cure.

Verso le 15:45 dello stesso giorno, forze israeliane posizionate nelle torri di controllo lungo la barriera del confine a nord di  Boret Abu Samrah, a nord di Beit Lahia, hanno sparato proiettili e gas lacrimogeno contro un gruppo di civili e contadini, che si trovavano a pochi metri dalla barriera. Mohammed Samir Ahmed Sorour, 17 anni, di al-Shaimaa’ in Beit Lahia, e' rimasto ferito da un proiettile al piede sinistro.



Il 19 gennaio 2013, verso le 8:00 del mattino, una bambina di 2 anni e' rimasta ferita quando forze israeliane posizionate lungo il confine, ad est del villaggio di Wadi al-Salqa al centro della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco verso case e  terreni agricoli palestinesi.
La bambina stava giocando di fronte alla casa della sua famiglia che si trova a circa 1 km di distanza dal confine. La bambina, Nahed Ahmed al-'Edini, 2 anni, e' stata ferita da un proiettile alla gamba sinistra.

Il 21 gennaio 2013,  verso le 8:30 del mattino, forze israeliane posizionate nelle torri di controllo lungo il confine, ad est del cimitero di al-Shuhada' ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro contadini palestinesi e raccoglitori di pietre per circa 10 minuti. I contadini ed i lavoratori sono scappati.

Verso le 9:40 dello stesso giorno, forze israeliane posizionate nelle torri di controllo a nord ovest di Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro lavoratori che stavano raccogliendo plastica, pietre e legna da ardere a pochi metri dalla barriera di separazione.
Abdullah Mohammed Ma'arouf, 18 anni, e' stato ferito da un proiettile alla gamba destra. Ma'arouf e' stato trasportato al Kamal Odwan hospital dove e'stato operato. I dottori hanno fissato un ferro all'interno della gamba. Ma'arouf era stato ferito dall'esercito israeliano alla stessa gamba circa 2 anni e mezzo fa.

Il 23 gennaio 2013, verso le 6:15, navi militari israeliani posizionate di fronte alle coste all'altezza del resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hannop aperto pesantemente il fuoco contro barche di pescatori palestinesi per circa 15 minuti, a circa 5 miglia dalla costa. I pescatori spaventati sono scappati per timore di essere arrestati o feriti.


Lo stesso giorno, verso 8:40, forze israeliane sono entrate all'interno del territorio palestinese di circa 200 metri, muovendosi nell'area di al-Qobtania, a sud est di Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza.  Hanno spianato la terra palestinese, accompagnando l'operazione di livellamento da alcuni spari. Contadini palestinesi e cacciatori di uccelli, nelle aree vicine, sono scappati per paura di essere feriti. Verso le 14.30 le forze israeliane si sono ritirate.

Il 24 gennaio 2013, versi le 6:00, navi israeliane posizionate davanti alle coste all'altezza del resort  al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro le imbarcazioni dei pescatori palestinesi per 15 minuti, ad una distanza di circa 5 miglia nautiche dalla costa. I pescatori sono scappati per timore di essere arrestati o feriti.


Lo stesso giorno, verso le 7:00 del mattino, forze israliane posizionate alla barriera di separazione al confine ad est di al-Boreij al centro della Striscia di Gaza,hanno arrestato Mohammed Ali Eid al-Sakni, 17 anni, e Khalid Akram Mohammed Qashlan, 15 anni, entrambi del campo rifugiati di al-Nusseirat, quando i due ragazzi avevano tentato di avvicinarsi alla barriera di separazione per entrare in Israele.


Il 25 gennaio 2013, verso le 6:30, navi militari israeliane posizionate davanti alle coste all'altezza del resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro le barche dei pescatori palestinesi per circa 20 minuti, ad una distanza di 5 miglia nautiche dalla costa. I pescatori spaventati sono scappati per timore di essere arrestati o feriti.

Lo stesso giorno, verso le 8:20 del mattino, forze israeliane posizionate all'interno delle torri di controllo ad est del cimitero f Islamic Martyrs, ad est di Jabalya, a nord della Strisci di Gaza, hanno aperto il fuoco per circa 10 minuti contro contadini, cacciatori di uccelli e lavoratori che raccoglievano pietre nelle vicinanze del cimitero.   I civili spaventati sono scappati per timore di essere feriti.

Verso le 15:30 dello stesso giorno, forze israeliane posizionate sulla barriera di separazione al confine a nord est  del cimitero Islamic Martyrs, hanno aperto il fuoco e lanciato lacrimogeni contro un gruppo di civili  che si trovavano a pochi metri dalla barriera. 4 civili sono rimasti feriti, incluso 2 minori.
I 4 civili feriti sono:
Baker Hashem al-Fayoumi, 20 anni, di al-Sheja’aya, ferito da frammenti di proiettile al lato sinistro del collo e alla gamba destra.
Mohammed Hatem Mohammed Eid al-Summery, 16 anni, di al-Sheja’aya, ferito alla guancia sinistra.
Faisal Naser Yousif al-Summery, 18 anni, di al-Sheja’aya, ferito da un proiettile alla coscia destra.
Nidal Hussein Ahmed Nofal, 12 anni, di Jabalya, ferito da un proiettile alla mano sinistra.

Verso le 15:40, forze israeliane posizionate nelle torri di controllo al confine, e soldati usciti dai propri veicoli militari, hanno aperto il fuoco e lanciato lacrimogeni contro decine di civili palestinesi che si trovavano a pochi metri dal confine a nord di  Bouret Abu Samrah, a nord di  Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza.
Adham Abdullah Salim al-Dabji, 18 anni, di Beit Lahia, e' stato colpito da un colpo di gas lacrimogeno alla bocca ed e' rimasto ferito alle labbra.


Il 26 ed il 27 gennaio 2013, verso le 6:30, navi militari israeliane posizionate davanti alle coste all'altezza del resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco, come i giorni precedente, contro barche di pescatori palestinesi, per circa 10 minuti (il 26 gennaio) e 20 minuti (il 27 gennaio), ad una distanza di 5 miglia nautiche dalla costa. I pescatori spaventati sono scappati per timore di essere feriti o arrestati.


Il 29 gennaio 2013, verso le 11:05, soldati israeliani che erano usciti dalle proprie jeep, ad est di  al-Sha’afah, ad est di Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco su un gruppo di contadini palestinesi ed attivisti internazionali, che si trovavano nel terrendo di  al-Ba’a, a 400 metri dalla barriera di separazione al confine tra la Striscia di Gaza ed Israele.
Saber al-Zaa’anin, Coordinatore del Beit Hanoun Local Initiative,  verso le  10:20, con 8 attivisti internazionali e 14 attivisti palestinesi si erano diretti nella fattoria di al-Ba’a per aiutare i contadini nella raccolta.  Prima di terminare il lavoro, soldati israeliani sono usciti dalle loro jeep ed hanno sparato contro di loro.  Tutti molto spaventati hanno fermato il lavoro per timore di essere feriti.

Verso le 11:30 dello stesso giorno, forze israeliane posizionare a 230 metri dal confine con Israele, a nord di   Dimrah, a nord est di Beit Hanoun a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro un gruppo di raccoglitori di pietre e ferro che si trovavano nella zona di  Qarmout.  Mamdouh Muhanna Mansour al-Kafarnah, 19 anni, di Dimra, e' rimasto ferito da un proiettile alla coscia sinistra, ed e' stato trasportato da un gruppo di lavoratori su un carretto con cavallo. Quando sono arrivati vicino la scuola di agricoltura, a nord di  Beit Hanoun, Mahmoud e' stato preso da un'ambulanza della Palestinian Red Crescent e trasportato al  Beit Hanoun Public Hospital.  A causa dell'emorragia, e' stato poi trasferito al Kamal Odwan hospital per ricevere cure.


Totale feriti fino al momento in cui scrivo: 84  feriti, tra cui 17 minori

Totale morti: 4

Aggiornerò l'elenco di tutte le violazioni del cessate il fuoco di giorno in giorno.



Molti contadini e civili palestinesi hanno deciso di recarsi nelle aree lungo il confine alla luce degli accordi per il cessate il fuoco tra Israele e i gruppi della resistenza palestinese.
Gli accordi infatti comprendono l'eliminazione della "buffer zone" e consentono ai contadini di accedere alle loro terre nell'area.

Gli accordi hanno generato anche molto entusiasmo nei giovani palestinesi che spesso si sono recati vicino la barriera di separazione al confine inconsci del pericolo a cui sarebbero andati incontro, per sventolare bandiere palestinesi o cantare, o semplicemente per sfidare i soldati, ma imbattendosi in soldati che, senza un briciolo di  umanità, non hanno esitato a sparare contro civili disarmati.

Inoltre diversi palestinesi che si erano avvicinati alla barriera di separazione al confine sono stati arrestati dall'esercito israeliano. Le famiglie degli arrestati sono in contatto con l' International Committee of the Red Cross, che conferma loro dell'arresto dei propri familiari, ma spesso non viene comunicato loro il luogo di detenzione.

Ci sono molti contadini che, confortati dalla nostra presenza internazionale, si sono fatti coraggio ed hanno iniziato a misurare la grandezza dei propri appezzamenti di terra, in cui non potevano accedere da più di 10 anni. 
A volte, durante i momenti di calma, intere famiglie palestinesi nel pomeriggio si recano nell'area lungo il confine in Khuza'a semplicemente per passeggiare su quei terreni che prima del tramonto diventano di un colore splendido.



( Fonti di questo report: testimonianze dirette sul posto e report settimanali del PCHR sulle violazioni israeliane dei diritti umani contro i civili palestinesi in Gaza e West Bank  http://www.pchrgaza.org/portal/en/ )


contadini in Khuza'a, a sud della Striscia di Gaza

barriera di separazione e torre, dietro la barriera, una jeep israeliana


famiglie di contadini palestinesi si recano nella "buffer zone"








lunedì 14 gennaio 2013


14 gennaio 2013
Erano circa le 14.00 quando ho saputo che un giovane era rimasto ferito dal fuoco dell'esercito israeliano in Beit Lahia.

Mostafa Abd Al Halkeem Abu Jarad aveva 21 anni.

Era stato trasportato al Kamal Odwan hospital in condizioni critiche. Un proiettile l'aveva colpito alla testa.

Ci siamo diretti subito in Beit Lahia per incontrare i familiari. Durante il tragitto abbiamo appreso che il giovane era stato trasferito dal Kamal Odwan hospital allo Shifa hospital in Gaza city. Ci siamo così diretti allo Shifa insieme ad un familiare della vittima.

Mustafa era ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva. Erano le 18.10 circa.

Fuori il reparto, in attesa, i suoi genitori e tanti suoi familiari.

Suo padre, con gli occhi sbarrati, non riusciva a dire una parola. sua madre era seduta con altre donne della famiglia in silenzio.

Un membro della famiglia ci ha raccontato che Mustafa stava lavorando con altre persone in una terra a circa 1 chilometro di distanza dal confine. 
La terra non era di proprietà della famiglia, Mustafa era un semplice lavoratore. 

I soldati avevano iniziato a sparare pesantemente. I contadini erano scappati e poi erano tornati a lavoro.


Poi un soldato ha sparato direttamente alla fronte di Mustafa.


Il fratello di Mustafa era stato ucciso dall'esercito israeliano in un attacco aereo circa 2 mesi e mezzo fa, il suo nome era Loay, aveva circa 26-28 anni
ed era membro della resistenza.

Mustafa era un semplice lavoratore. In quell'area sono soliti sparare contro i contadini. Ma non a quella distanza. Mustafa e gli altri non si trovavano nella "buffer 
zone". Si trovavano ben lontano. 
Uno dei familiari ci comunica che Mostafa aveva emorragia interna alla testa.

Un altro familiare ci ha detto che il soldato ha sparato da una delle torri di controllo poste al confine.

Nel frattempo avevo ricevuto unincredibile sorpresa. Tra i familiari di Mustafa, c'era il padre di Fahmi Abu Ryash, il pescatore ucciso dall'esercito israeliano
quel maledetto venerdì del 28 settembre 2012. Avevo condiviso con la sua famiglia l'agonia e la morte, le lacrime, e il dolore della perdita. Quello stesso dolore
condiviso ha creato un enorme legame di affetto tra me e la famiglia di Fahmi. Quando l'ho visto lì, tra i parenti del govane Mustafa, il dispiacere ha iniziato ha esplodere dentro di me. Guardavo il padre di Fahmi, avrei voluto piangere, cacciare tutte le lacrime che ho chiuse dentro, aprire la porta per far uscire il dolore.

Quello in atto è un genocidio lento e costante. Queste famiglie vivono una tragedia dopo un 'altra.

Siamo entrati nel reparto di Terapia Intensiva. 
Mostafa aveva una fascia sulla testa, ed il cuscino era impregnato di sangue. 

Un dottore nel reparto ci ha detto che Mostafa avevea subito uno sparo alla testa e che il proiettile è entrato ed uscito. Ha subito danno al cervello ed emorragia cerebrale. Era stato traferito allo shifa hospital dal Kamal Odwan hospital ed era stato sottoposto ad operazione per rimuovere frammenti di proiettile dalla testa. Dopo l'operazione è stato portato in Terapia Intensiva. "Pensiamo possa morire tra questa notte e domani", ha detto il dottore. E poi ha aggiunto "Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, facciamo quello che possiamo fare." Lo abbiamo ringraziato e siamo usciti dal reparto.

Avevamo pensato di tornare il mattino seguente in ospedale, ma verso le 19.20 abbiamo saputo che Mostafa era appena morto.
Domani andremo alla tenda del lutto per esprimere nuovamente solidarietà alla sua famiglia.

Mostafa è stato ucciso da uno "sniper", un cecchino.

Un cecchino che da una torre ha mirato alla sua testa ed ha sparato.

Quanto successo è un altro crimine ingiustificabile ed inaccettabile. 
Ed inaccettabile è che passi sotto silenzio.
I riflettori dei media si accendono su Gaza solo quando Israele scatena la guerra. 
Ma si spengono su questi episodi pressoché quotidiani.
La sera del 21 novembre 2012, dopo gli otto giorni dell'ultima guerra, è iniziato il "cessate il fuoco". Ma da allora, attacchi israeliani via terra e via mare si sono susseguiti.
L'ultimo ragazzo è stato ucciso tre giorni fa, l'11 gennaio, con un proiettile all'addome. Anwar Al Malouk aveva 19 anni. 
Qui l'elenco di tutte le violazioni del cessate il fuoco. Si tratta di tutti attacchi contro i civili di Gaza:
http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/2012/12/elenco-di-tutte-le-violazioni-del_21.html

Mostafa è stato ucciso da un cecchino.
Israele continua a operare impunito e a spezzare giovani vite.
La mia speranza e quella del popolo palestinese è quella che al più presto istituzioni, governi, organizzazioni internazionali, denuncino questi crimini e agiscano perché Israele si fermi e che allo stesso tempo sia condannato per queste continue aggressioni contro il popolo palestinese, aggressioni che sono crimini contro l'umanità.
A noi ed alla famiglia ora non ci resta che il dolore.
L'ennesimo, soffocante dolore. 





Mostafa Abd Al Halkeem Abu Jarad, 21 anni, in ICU allo Shifa hospital, prima di morire

Mostafa Abd Al Halkeem Abu Jarad, 21 anni, in ICU allo Shifa hospital, prima di morire